Brutte notizie per i consumatori. Ecco qua!
Il potere delle compagnie assicurative
25 05 2009Commenti : Lascia un commento »
Tag: assicurazioni, attualità, Bersani, consumatori, Fidiest, news, notizie, polizze, Polizzi
Categorie : Tutela dei risparmiatori
Investire ed essere guardinghi
2 03 2009Primo consiglio per evitare le truffe finanziarie: essere sempre guardinghi. “In molti casi alla base del raggiro c’è l’amicizia. E, sempre, c’è un rapporto di fiducia tra la vittima e il truffatore” racconta l’avvocato Roberto Vassalle di Mantova, uno dei legali più noti in Italia nel campo della difesa del risparmio. “A volte i promotori e i funzionari di banca infedeli sono addirittura parenti dei truffati. A Reggio Emilia mi sto occupando di tre clienti che hanno perso un totale di 1,5 milioni di euro fidandosi di un funzionario di banca che era un loro vicino di casa. Alla base della truffa c’era un rapporto di fiducia andato avanti per anni”. Proprio come nel caso Madoff? “Sì. Spesso vengono prodotti estratti conto falsi, mentre quelli veri sono domiciliati presso la banca e occultati al cliente” avverte Vassalle. Seconda avvertenza: non prendere per garantiti nemmeno i consigli, mai disinteressati, delle banche. Agli sportelli in molti casi vengono proposte forme di investimento complicate e rischiose, prodotti finanziari che di sua iniziativa il cliente non comprerebbe mai. Per esempio le obbligazioni strutturate, le polizze unit e index linked o i derivati per le imprese. Tutti strumenti che servono anzitutto a far guadagnare chi li vende.Terzo punto: occorre avere un’idea chiara di quello che si compra. “Attenzione agli ingredienti, bisogna sempre sapere quali titoli contiene il fondo o la polizza in cui s’investe” interviene l’avvocato Antonio Tanza di Lecce, vicepresidente nazionale dell’Adusbef, associazione di difesa degli utenti bancari. “Altrimenti si scopre magari che i prodotti sono titoli di stato travestiti. Per esempio, è composta per l’84 per cento da titoli di stato la polizza Scudo 42, offerta per risarcire i clienti che avevano titoli Lehman Brothers da parte dell’Unicredit Banca di Roma”. E quali sono le dimensioni delle truffe vere e proprie? Gli importi sono molto variabili, da 100 mila euro fino a 5 milioni. In molti casi si tratta di ammanchi provocati da promotori finanziari. Nel 2008 la Consob, la commissione che controlla le società e la borsa, ha radiato 45 promotori dall’albo, mentre per altri 43 ha adottato una sospensione sanzionatoria (da un minimo di un mese a un massimo di quattro). Inoltre in 31 casi la Consob ha segnalato all’autorità giudiziaria un’attività illecita da parte dei promotori. Comunque nel 2008 le truffe finanziarie sembrano leggermente diminuite dato che nel 2007 le radiazioni di promotori decise dalla Consob erano state 64, le sospensioni cautelari 25 e le sospensioni sanzionatorie 44. Tanza in questo senso consiglia di “accertarsi che si abbia a che fare effettivamente con un promotore, facendogli esibire il tesserino, e poi controllare sui siti della Banca d’Italia e della Consob che non sia stato sospeso o radiato”. Va aggiunto che, per fortuna, la legge italiana tutela i risparmiatori truffati: la banca risponde in solido del comportamento fraudolento di promotori finanziari e funzionari infedeli. “Certo, è rarissimo che la banca si faccia carico spontaneamente della perdita. In genere paga dopo l’iniziativa di un legale” avverte Vassalle, che ha ottenuto centinaia di sentenze favorevoli in cause per investimenti finanziari: è stato il primo avvocato in Italia a vincere in Cassazione sul caso dell’anatocismo (cioè gli interessi sugli interessi, giudicati illegittimi) e sull’uso di piazza (un altro sistema con cui le banche tosavano i clienti applicando tassi più alti). Ha pure ottenuto, nel 2004, la prima condanna di un istituto di credito costretto a rimborsare i tango bond argentini. Per quanto riguarda le truffe orchestrate da promotori e funzionari, secondo Vassalle “metà delle cause si risolve con transazioni, mentre nel 50 per cento dei casi si deve arrivare a sentenza. E se è provata la responsabilità del promotore o del funzionario, la banca perde sempre”.Attenzione, però, a quelle che Tanza definisce “le truffe più pericolose, perché organizzate con la complicità dei direttori delle filiali bancarie che presentano promotori esterni, spesso proponendo prodotti completamente inadeguati”. Ma quali sono i tipi di truffa orchestrati dai piccoli Madoff all’italiana? I metodi sono due: il primo è il più semplice, con il promotore che si appropria il denaro versato dal risparmiatore facendosi dare contanti o assegni intestati a lui anziché alla banca. Il secondo sistema, ed è il più ricorrente, è quello in cui il promotore per occultare le perdite architetta nuove operazioni sempre più a rischio, in genere dando ai clienti estratti conto falsi.Non sono solo i promotori a truffare gli investitori. Racconta Vassalle: “Ho avuto un caso a Firenze in cui l’infedeltà era da parte dei funzionari della banca e ho già ottenuto tre sentenze favorevoli, per diversi clienti, con obbligo della banca a restituire complessivamente oltre 1 milione di euro. Per la stessa vicenda ci sono ulteriori cause in corso”. In definitiva, quali sono i consigli per evitare brutte sorprese? Tanza raccomanda: “Non bisogna mai firmare subito il contratto, ma farsi consegnare il prospetto e studiarselo con calma a casa. E poi, nel modulo che si compila per verificare che il rischio sia adeguato, un trucco per evitare fregature è indicare sempre un profilo molto cautelativo. In questo modo sarà lo stesso computer della banca a evitare i prodotti più rischiosi”. Vassalle consiglia di “rivolgersi a consulenti indipendenti che non eseguono direttamente gli investimenti”. Insomma, per non cadere in trappola meglio distinguere i ruoli di chi consiglia e di chi opera sul mercato.
tratto da articolo di Panorama del 2/3/2009
La consulenza finanziaria indipendente è sempre più una realtà, anche nella tutela dei risparmiatori da eventuali truffe.
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Categorie : Finanza personale, Tutela dei risparmiatori
Poste Vita sotto accusa a “Mi Manda Rai3″
16 02 2009Diffidare anche dei consigli della Posta? Bancoposta è come la banca?
A voi ogni giudizio!
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Categorie : Tutela dei risparmiatori
Polizze vita: come la compagnia guadagna con i vostri risparmi
26 11 2008
Chi di voi non ha una bella polizza vita? Ecco una bella spiegazione su cosa c’è dietro!
Il video è presente anche nel gruppo Facebook “Io vado dal consulente finanziario indipendente”
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Categorie : Tutela dei risparmiatori
Poste: quelle tedesche le vuole Deutsche Bank
12 09 2008L’acquisizione di Postbank da parte di Deutsche Bank sarebbe ormai solo questione di ore, a pochissimi giorni dall’annuncio di una fusione tra Commerzbank e Dresdner Bank. L’ultimo ostacolo potrebbe essere Santander che ieri sera è uscita allo scoperto, annunciando di avere fatto anch’essa un’offerta per la banca postale. Deutsche Bank ha confermato nella notte tra mercoledì e giovedì le trattative con Postbank, ancora controllata per il 50% più una azione dalla Deutsche Post. Le voci circolavano da alcuni giorni (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). La decisione finale spetta ora al consiglio di sorveglianza di Deutsche Post in una riunione fissata per stamani.
Secondo il quotidiano Financial Times Deutschland, Deutsche Bank sarebbe pronta ad acquistare una quota leggermente inferiore al 30%, pagando circa 2,6 miliardi di euro. L’ammontare è superiore agli attuali valori di mercato, pari a 2,3 miliardi di euro. Il resto verrebbe acquistato successivamente, nel giro di 12-36 mesi.
La partita però non può dirsi del tutto conclusa. Ieri sera, da Madrid, Santander ha confermato di avere fatto una proposta «indicativa» per il 100% di Postbank, una banca che in Germania conta oltre 14 milioni di clienti. Voci di mercato parlano di un’offerta pari a 55 euro ad azione (rispetto a una chiusura ieri a 45,77 euro, in calo dello 0,78%). Una fusione puramente tedesca appariva ieri sera la più probabile. «Per Deutsche Bank acquistare una quota del 30% in Postbank presenta alcuni vantaggi – hanno commentato gli analisti di Sal Oppenheim in un recente studio –. Permette all’istituto di credito di entrare in forza nel capitale della banca postale senza sborsare immediatamente una cifra elevata in un momento difficile per i mercati finanziari». Voci della nuova operazione giungono dopo che la settimana scorsa Commerzbank ha annunciato l’acquisizione di Dresdner Bank per 9,8 miliardi di euro. Entrando in Postbank, Deutsche Bank, che ieri ha annunciato una partnership con la russa Ufg nell’asset management, vuole rafforzare la sua presenza in Germania e nella banca al dettaglio per diversificare le sue attività. Insieme i due istituti avrebbero circa 1.800 filiali e attività per 2.300 miliardi di euro. In genere, gli osservatori hanno accolto positivamente un’operazione che se andrà in porto permetterà alla prima banca tedesca di rafforzarsi anche a livello europeo. Tra i dubbiosi, c’è chi ha ricordato come lo Stato sia ancora presente nel capitale della Deutsche Post e chi ha quindi messo l’accento sulle difficoltà organizzative di un’eventuale integrazione. Postbank non ha sedi proprie, ma si appoggia agli uffici postali della società madre. In questo senso, il Financial Times Deutschland sottolineava ieri «le differenze culturali» tra una banca proiettata sui mercati internazionali e un istituto di credito votato alla gestione del risparmio dei piccoli correntisti. Poco importa: proprio ieri il ministro delle Finanze Peer Steinbrück ha ribadito che il consolidamento del mercato bancario è l’unica strada percorribile. A questo proposito, sempre ieri, intanto, il presidente della Commerzbank, Martin Blessing, non ha escluso la vendita di attività della banca d’investimento Dresdner Kleinwort, che verrà ereditata dalla prossima fusione con Dresdner Bank. Non mancherebbe probabilmente l’interesse delle grandi banche europee, desiderose di mettere radici in Germania.
tratto da articolo del Sole24Ore del 12/9/2008
Il business delle poste tedesche piace a molti. Deutsche Bank non vuole forselo scappare, soprattutto dopo l’anuncio di fusione tra le altre due principali banche tedesche. L’interesse riguarda ovviamente la parte finanziaria delle poste tedesche: Postbank. Si tratta in sostanza della versione tedesca del nostro Bancoposta. Anche Poste Italiane ha capito ormai da tempo la forza del business finanziario, focalizzandosi sempre più nella vendita di prodotti di risparmio (fondi, polizze, obbligazioni strutturate, ecc.). La forza di Bancoposta è chiara anche alle banche italiane. Chissà se una sua futura quotazione non spingerà una delle nostre banche a tentare di comprarsi questo gioiellino. L’importante è che i risparmiatori sappiano bene che, banca o posta che sia, si tratta sempre della stessa solfa.
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Tag: banche, Bancoposta, Blessing, Commerzbank, Deutsche Bank, Deutsche Postbank, Dresdner Bank, Financial Times, finanza, fondi comuni, news, notizie, obbligazioni, obbligazioni strutturate, polizze, Poste Italiane, risparmiatore, risparmio, risparmio gestito, Santander, Sole24Ore, Steinbruck, UFG
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Panorama si occupa dei consigli della banca ai risparmiatori
10 09 2008Domanda: se un risparmiatore ha un gruzzolo e vuole investirlo senza correre rischi, la scelta migliore è un obbligazione index linked collegata agli indici o alle valute? Seconda domanda: se un risparmiatore punta a rendimenti elevati sul lungo termine, è giusto che faccia un forte ricorso ai pronti contro termine (il cliente acquista titoli che la banca si riprende qualche settimana dopo a prezzo prefissato)? In entrambi i casi la risposta dovrebbe essere un no. Eppure, l’esperienza dimostra che in banca non è raro incappare proprio in suggerimenti del genere, poco adeguati alle vere esigenze delle persone. E questo nonostante l’indubbio impegno delle aziende di credito nel formare il personale addetto ai borsini; la pressione della Banca d’Italia per fare in modo che gli obiettivi commerciali, di prodotto o di bilancio degli istituti non vadano a scapito dei risparmiatori; e malgrado sia ormai in vigore la direttiva europea Mifid, che accolla alle banche la responsabilità di capire che cosa sia meglio per i clienti.Sul tema è interessante leggere l’ultima inchiesta di Altroconsumo, associazione di difesa dei consumatori. All’inizio di giugno, 15 giorni prima che scattasse per le banche l’obbligo di far compilare un corposo questionario ai risparmiatori, gli attivisti di Altroconsumo si sono presentati come potenziali clienti in 93 agenzie, 32 a Roma, 21 a Torino e 40 a Milano. In ogni banca hanno chiesto di essere assistiti, presentando diverse tipologie di propensione al rischio e di scadenza temporale. I risultati? Tempo medio di attenzione: appena un quarto d’ora. Pochi prospetti informativi sui prodotti consegnati ai clienti e, accanto ad alcune proposte adeguate, non pochi suggerimenti considerati sbagliati dagli esperti di Altroconsumo. Il primo tipo di investitore simulato era una signora di 40 anni con casa di proprietà, 10 mila euro sul conto e 20 mila euro da impiegare con un orizzonte temporale di 10 anni. Tre delle 32 agenzie bancarie visitate a Roma hanno proposto un fondo obbligazionario (o direttamente obbligazioni), più un investimento pronti contro termine, tipico di un impiego a breve scadenza; altre tre banche un semplice fondo obbligazionario, non proprio il più indicato per un investimento a 10 anni; in 16 agenzie sono state proposte obbligazioni bancarie (come dire, il prodotto della casa). In altre tre agenzie il responso è stato: obbligazioni più una polizza index linked, investimento che gli esperti di Altroconsumo hanno definito “costoso e poco redditizio”. La seconda tipologia di investitore era relativa a un signore di 50 anni con casa di proprietà, 10 mila euro sul conto e 20 mila da investire per 5 anni, in modo da poter acquistare poi una nuova auto. Nelle 21 agenzie visitate a Torino, molti sono stati i prospetti informativi consegnati (18), un po’ piu alto il tempo medio di attenzione (26 minuti) e anche in questo caso le obbligazioni bancarie sono state il prodotto più suggerito (13 casi), seguito dalle polizze index linked. Per la terza tipologia di investitore, una signora di 50 anni con casa di proprietà, 10 mila euro sul conto, 20 mila da investire a breve termine e con scarsa propensione al rischio, in una delle 20 agenzie bancarie visitate a Milano e stato offerto un prestito per investire in un fondo obbligazionario a lungo termine; un’altra azienda ha suggerito un certificato di deposito in yen.Infine, un tipo di risparmiatore piu propenso al rischio, un giovane di 30 anni con casa di proprietà, 10 mila euro sul conto e 20 mila da investire a 20 anni. Anche in questo caso molte proposte poco adeguate. Addirittura in un caso e stato suggerito un mix con il 30 per cento messo in un fondo azionario e il resto investito tutto in pronti contro termine.
tratto da articolo di Panorama del 10/9/2008
E’ incredibile come ancora ci si stupisca di come le banche facciano il loro normale interesse. Anche Altroconsumo non sembra voler sottolineare nelle opinioni espresse l’importanza del conflitto d’interesse: come può la banca consigliare al meglio il proprio cliente quando guadagna denaro vendendo certi prodotti?(peraltro legittimamente). Ancora oggi non è chiara l’importanza dell’indipendenza di chi deve erogare consigli su come investire denaro.
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Tag: Altroconsumo, attualità, Banca d'Italia, banche, certificati di deposito, fondi comuni, index linked, mifid, obbligazioni, obbligazioni strutturate, Panorama, polizze, risparmiatori, risparmio
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Nasce il forum…. parlate del vostro risparmio tradito
20 07 2008Da oggi Voi lettori avete a disposizione uno spazio aggiuntivo! Un forum tutto per Voi, per scrivere le disavventure dei Vostri investimenti. Scrivete ciò che vi è capitato e condividetelo con gli altri lettori. Scrivete anche le esperienze particolarmente positive. Se avete tratto una buona esperienza dal rapporto con la Vostra banca raccontatecelo…. ovviamente non si tratta nè di uno spazio pubblicitario, nè di un luogo per denigrare pubblicamente altre persone. E ora…. a Voi!
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Tag: economia, obbligazioni strutturate, polizze, risparmiatori, risparmio, risparmio gestito
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Lehman Brothers e i risparmiatori
25 09 2008Sono circa 40mila i risparmiatori italiani che hanno nei portafogli bond, prodotti strutturati e polizze index linked legati alla Lehman Brothers e che rischiano di veder bruciati “oltre un miliardo di euro investiti”. A sostenerlo il Codacons, in una nota, che ha deciso di “presentare una denuncia penale e preparare una class action contro banche e società di rating”. Il Codacons annuncia una denuncia penale e una class action contro le banche e le società di rating. “A preoccupare non è solo l’esposizione diretta di banche e assicurazioni italiane che hanno acquistato azioni e obbligazioni del colosso americano – spiega il Codacons – ma è soprattutto il numero dei clienti che hanno nei portafogli bond, prodotti strutturati e polizze index linked legati alla banca americana. Quarantamila cittadini che rischiano di veder bruciati oltre un miliardo di euro investiti”. Il Codacons ha deciso di presentare una denuncia penale e preparare una class action contro banche e società di rating, in favore dei risparmiatori coinvolti nel crac Lehman. “La banca americana infatti” prosegue l’associazione “era da tempo considerata a rischio, nonostante il rating. Vogliamo capire allora se ci sono responsabilità da parte degli istituti di credito italiani, degli intermediari finanziari e delle stesse società di rating, che hanno piazzato titoli pericolosi per gli investitori privati”. Intanto, aggiunge il Codacons nella nota, “autori ed editori Siae stanno valutando iniziative legali contro i componenti del cda dell’ente che nel 2003 decisero di investire 40 milioni di euro nella Lehman Brothers, con il voto favorevole di un consigliere che aveva un cugino che lavorava come dirigente presso l’istituto di credito. Vicenda sulla quale attualmente indaga la Procura della Repubblica di Roma”.
tratto da articolo di Panorama del 25/9/2008
Ecco qualche dettaglio più tecnico sull’esposione del mondo finanziario italiano verso Lehman
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