Intanto qualcuno scommette sull’inflazione per fare grandi guadagni

16 06 2009

E’ il caso di South36, hedge fund la cui strategia consiste nello sfruttare eventi rari a proprio favore: dopo aver fatto già in passato importanti performance, ora puntano sull’iperinflazione. Ecco l’articolo!

36 South Investment Managers Ltd., whose Black Swan Fund gained 234 percent in 2008, is raising money for a new hedge fund, betting that government efforts to pump money into economies could result in hyperinflation. The Excelsior Fund targets returns that will be five times the average annual rate of inflation of the Group of Five economies — France, Germany, Japan, the U.K. and the U.S. — should the rate exceed 5 percent, Jerry Haworth, co-founder of the firm, said yesterday. Raising $100 million for the fund would be a “good” amount, he said. “There is a sharply increased risk of greater than 5 percent inflation starting from now,” Haworth said in a telephone interview from London. “We are in the lag period between when the seeds of inflation are sown and when their off- spring, that is higher prices, are evident for all to see.” U.S. President Barack Obama is selling record amounts of debt to try to end the steepest U.S. recession in 50 years, while Japanese Prime Minister Taro Aso has unveiled three stimulus packages worth 25 trillion yen ($261 billion) since taking office in September. Governments around the world selling record amounts of debt may devalue currencies against assets and spark inflation. Most investors are underestimating the risk of inflation, Haworth said. Consumer prices in the U.S., the world’s largest economy, are set to rise 1.7 percent next year, following a 0.6 percent decline this year, according to the median of 70 economists surveyed by Bloomberg.

Inflation Risk. “There is certainly talk about inflation but people might think of inflation at 5 percent or 6 percent,” Zimbabwean-born Haworth said. “We’re talking 5, 10, 15, 20 percent or more.” Investor Marc Faber said on May 27 he was “100 percent sure” that U.S. prices may increase at rates “close to” Zimbabwe’s gains, and the U.S. economy will enter “hyperinflation” because the Federal Reserve will be reluctant to raise interest rates. Zimbabwe’s inflation rate reached 231 million percent in July, the last annual rate published by the statistics office. Universa Investments LP, the hedge-fund firm advised by “Black Swan” author Nassim Taleb, is also adding a strategy betting that stimulus efforts won’t prevent deflation or could result in hyperinflation. Inflation will likely be “very low” through 2010, said Alvin Liew, an economist at Standard Chartered Plc in Singapore. There will only be “a risk of very high inflation” starting in 2011 if governments fail to rein in “those excesses that they did to stimulate the economy in the near future,” he said. “For now, I will be more concerned about how sustainable the growth recovery path is,” Liew said. “When we move into the later part of 2010, investors should pay more attention to inflation.”

Options.36 South’s Excelsior Fund will buy long-dated options it considers cheap and that “stand a good chance of outperforming in an inflationary environment,” Haworth said. Options are contracts to buy or sell a security by a certain date at a specific price. The fund will wager on an increase in commodity and equity prices, bond yields and increased currency volatility. “It’s a very high-risk, high-return fund,” said Haworth, who has been trading derivatives for more than 20 years as the former head of equity derivatives at Johannesburg-based Investec Ltd., and co-founder of Peregrine Holdings Ltd., a South African money manager and stockbroker. The firm will be marketing the fund in the next three months. 36 South has closed its Black Swan Fund, which bet on risk- aversion events, and returned the money to investors after profiting from last year’s global markets rout. Returns on the inflation fund “could be even higher than the Black Swan Fund though the likelihood is smaller as options are more expensive than they were when the Black Swan positions were bought,” Haworth said.





Ma l’oro dove va?

12 06 2009

In questi ultimi mesi ha sorpreso molti analisti. Nonostante sia da sempre considerato un bene rifugio, l’oro ha visto crescere le proprie quotazioni parallelamente a quanto accaduto nei mercati azionari. Proprio come questi ultimi, l’oro si trova ora ad un bivio e la recente trendline non è infatti lontana, anzi!

Gold_weekly_20090612





Timori inflazionistici soffiano sull’Euribor

27 05 2009

Ve ne parlavo giusto qualche giorno fa in un mio post…. ora ne parla anche il Sole24Ore (chissà se leggono questo blog?!).

Dopo quasi otto mesi di discesa praticamente ininterrotta che ha portato i tassi interbancari ai minimi storici, cinque sedute consecutive di risalita dei tassi interbancari sono un segnale da non sottovalutare. Due gli ordini di fattori che stanno deteminando questo cambio di rotta. «Si fa più concreto – spiega al Sole 24Ore.com Angelo Drusiani, responsabile gestioni di Banca Albertini Syz – il timore di un aumento dell’inflazione nei prossimi mesi, causato dalla forte immissione di liquidità nel sistema finanziario. Una ripresa dell’economia verso fine anno spingerebbe le quotazioni del petrolio e quindi anche l’indice dei prezzi». Punto numero due: «Il mercato – continua Drusiani – inizia a scontare il fatto che la Banca centrale europea potrebbe cambiare idea rispetto alle recenti analisi esposte dal presidente Trichet, secondo il quale i tassi all’1% potevano non essere il limite minimo». Secondo le previsioni di Aritma I.F. per il Sole24ore.com sui tassi a medio-lungo termine peserà la massa di debito pubblico che i governi hanno accumulato per fronteggiare la crisi.

Si, insomma… notizie non tanto carine per la futura rata del mutuo degli Italiani, soprattutto con l’aria che tira.





Nasdaq100….per l’appunto

22 05 2009

Importante momento d’inversione su NQ100 daily due sedute fa. Confermato ieri. Acquista maggiore valore quindi uno scenario di ritracciamento pià rilevante dei mercati azionari.

NQ100daily





Nasdaq100: una possibile cartina d tornasole

20 05 2009

Continuano gli appuntamenti periodici di analisi tecnica, che sono risultati molto utili e interessanti a voi che leggete periodicamente il mio blog.

Dopo aver parlato nei giorni scorsi dell’andamento dell’indice S&P500, è forse il caso di concentrarci in questi giorni, che ha decisamente sovraperformato negli ultimi mesi la maggior parte degli altri indici azionari. Proprio per questo ha risentio maggiormente del recente ritracciamento, in cui peraltro ha violato per circa 3 giorni la media mobile a 20 giorni: un lemento interessante seguito peraltro da un nuovo rialzo con volumi non rielvanti. In tal senso è bene notare la decelerazione del movimento e la divergenza sui volumi.

NQ100daily





Un rapido aggiornamento sul mercato azionario

19 05 2009

Ieri i mercati azionari hanno dimsotrato grande forza con un movimento ampio e deciso di prezzi verso l’alto.

Però attenzione: per chi punta a operazione di breve-medio termine non trascurerei il dato sui volumi (che non sembrano particolarmente importanti). Questo elemento fa propendere per operazioni di breve-brevissimo con uno stop railing un pò più rapido del normale. Non dimentichiamoci la vicinanza di una resistenza importante sull’Sp500 (vedi figura) a 950 punti circa (ieri chiusura sopra 909).

Sp500daily2





Leggiamo insieme i mercati azionari

18 05 2009

L’indice SP500 (grafico daily) ha compiuto il suo naturale ritracciamento, peraltro nelle vicinanze di una resistenza importante che si trova intorno ai 950 punti.

Il ritracciamento ha preso inizio dalla zona gialla che ha visto il verificarsi di un cosiddetto ” bearish engulfing”, a fronte di volumi superiori ai livelli fatti registrare più di recente (cosa interessante!) . La chiusura di venerdì si è appoggiata su un supporto importante (875) che anche oggi potrebbe reggere data la forza dimostrata dai mercati europei in mattinata.

SP500 daily





Ancora sull’economia reale…. parlando di Italia

14 05 2009

Qual è il miglior segnale di questi ultimi mesi sui mercati finanziari? Indubbiamente il minor differenziale di rendimento tra Bund tedesco e BTP italiano: di fatto un segnale di fiducia da parte degli investitori. Ecco un ulteriore esempio di come il movimento dei mercati stessi poco si lega ai fondamentali dell’economia, almeno nel breve termine: infatti, come collegare altrimenti un dato del genere con il peggioramento notevole dei conti pubblici italiani?





I miei commenti sui mercati

13 05 2009

Grazie a Twitter ora potete seguire in tempo reale i miei commenti intraday sui mercati finanziari. Sulla colonna di destra l’aggiornamento continuo.

Seguitemi su Twitter (il mio user è cesarenistri)!





Il mercato immobiliare in Italia

16 07 2008

I segnali di crisi sono sempre più concreti. E non solo all’estero. Il mattone non è più il bene rifugio per eccellenza dove mettere al sicuro un capitale altrimenti a rischio (leggi in Borsa). In molto casi, oggi diventa un bene da vendere perché ormai poco redditizio. Non è un segreto che sul mercato siano aumentate le offerte di case, che chi ha investito per affittare fatica sempre più a trovare inquilini perché i canoni sono troppo elevati, e quindi sceglie di vendere piuttosto che avere la casa vuota. Non solo. «Il mercato della sostituzione, ossia del cambio di abitazione, è ingessato – spiega Luca Dondi di Nomisma -. Molto di quanto arriva sul mercato è fermo perché manca la domanda. È così che continuano ad aumentare i tempi di vendita e a salire gli sconti: il divario tra prezzo richiesto e costo alla conclusione della transazione è del 15%. Mentre le compravendite scendono ancora. Stupisce la tenuta dei prezzi, la cui crescita resta in linea con l’inflazione». Sono queste le linee guida dell’Osservatorio che Nomisma presenterà la settimana prossima, che contiene previsioni di una ripresa non prima del secondo semestre del 2009. Ma la novità è che si è ridotto ai minimi termini l’acquisto per investimento. Dal 20% delle compravendite totali, questo specifico segmento si sta progressivamente portando verso i valori del 2000, quando si aggirava sul 5% delle transazioni. La situazione italiana si differenzia quindi dalla fase di crisi che nazioni come Stati Uniti e Gran Bretagna stanno vivendo – e in cui si respira una pesante pressione per via della discesa dei prezzi del mercato immobiliare residenziale già in atto -, ma non resta immune dalle reazioni emotive che seguono alle notizie che arrivano da oltre frontiera.
«La difficoltà è anche quella di individuare – continua Dondi – una linea di sviluppo per il futuro. Per questo motivo gli indicatori che emergono dal nostro Osservatorio focalizzato sulle 13 maggiori città italiane sono tutti negativi». Ma sono proprio le anomalie del nostro Paese che per ora lo tengono al riparo dalla burrasca. Fattori frenanti per l’economia come la scarsa mobilità dei lavoratori, la poca propensione all’indebitamento delle famiglie e il fatto che il parco residenziale sia costituito per la maggior parte da prime case di proprietà al momento permettono al segmento residenziale di non subire pesanti contraccolpi. E per i prossimi mesi? L’arrivo di una nuova “colata” di cemento, sulla scia dei progetti di Governo ed Enti locali, unita al numero crescente di annunci di vendita, produrrà un aumento dell’offerta che non necessariamente la domanda saprà assorbire. «Oggi il 40% delle compravendite è costituito da nuova edilizia – dice Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme – contro il 25% di dieci anni fa. Una forte componente che se subirà contrazioni inciderà pesantemente sul sistema. Siamo all’inizio di una fase di calo dei prezzi. Anche per via del deciso calo della domanda d’acquisto». Partita soprattutto dalla disaffezione al mattone come investimento. «Bisogna distinguere due grandi aree – dice Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – quella dell’investimento privato e quella degli investitori. Per le famiglie oggi è più difficile accedere al credito (secondo i dati Nomisma il 22% delle famiglie italiane ha un mutuo per un totale di 226 miliardi di euro di erogato a fine 2007) e la domanda è quindi in flessione. Si stima che quest’anno chiuda con una flessione delle compravendite del 10 per cento. In cambio i prezzi restano stabili almeno in termini reali, in linea con l’inflazione». Cospicuo è anche il patrimonio immobiliare dei Comuni, 320 miliardi di euro in totale ma soltanto 20 miliardi (pari a 14 milioni di metri quadrati) di beni residenziali. «Una pioggia di immobili che potrebbe arrivare sul mercato qualora i Comuni decidessero di fare cassa – spiega Breglia – per rifarsi del mancato introito dell’Ici. Le due operazioni già messe in atto dai Comuni di Torino e Milano hanno avuto esiti positivi. Ma a fare male al mercato immobiliare è soprattutto la crisi economica. Si compra casa se si ha la prospettiva di un lavoro». Ancora di più, se c’è crisi, si riduce l’investimento nel mattone a scopo di reddito. Soprattutto oggi che non si trovano gli inquilini. E il rendimento annuo lordo di un appartamento non supera il 4,5% contro il 6% di cinque anni fa. Come dire: rendimento inferiore e più rischi rispetto ai titoli di Stato. Secondo l’ultimo Osservatorio dell’Agenzia del Territorio dedicato al 2007 le compravendite totali sono scese del 7,1%, il 4,6% nel segmento residenziale. Il dato è peggiore delle stime, basate sui valori positivi degli anni passati. Le compravendite sono scese a 806.225 transazioni contro le 845.051 del 2006. E i prezzi? Anche sul fronte quotazioni si evidenzia un cambiamento di trend: l’aumento dei valori è omogeneo nei Comuni non capoluogo e nelle grandi città, che finora invece hanno trascinato il mercato. Secondo l’Agenzia del Territorio, il prezzo medio al metro è pari a 1.557 euro (+2,6% rispetto al semestre precedente e +5,5% su base annua), con una crescita però rallentata rispetto a quella registrata nel semestre precedente. Su quest’ultimo punto dal l’Agenzia sottolineano che i prezzi del residenziale sono saliti nei grandi Comuni in media del 35% negli ultimi tre anni.

tratto da articolo de IlSole24Ore del 16/07/2008

Questa prima parte dell’articolo evidenzia bene le caratteristiche della situazione italiana nel mercato immobiliare, forse diversa da quelli di altri paesi, ma con rischi analoghi e comuinque da prendere in adeguata considerazione.

Ma come si comporterà il mercato immobiliare di fronte ad un’eventuale crescita dell’inflazione? Nel lungo termine proteggerà il potere d’acqusito dei risparmi meglio di altri strumenti di investimento? In passato si è dimostrato un buon modo per difendersi dall’inflazione; si confermerà tale anche nel caso di una crisi sistemica del mercato immobiliare?

Staremo a vedere…. intanto è meglio sperare in un contenimento dell’inflazione!!!!!!