Importante momento d’inversione su NQ100 daily due sedute fa. Confermato ieri. Acquista maggiore valore quindi uno scenario di ritracciamento pià rilevante dei mercati azionari.

Importante momento d’inversione su NQ100 daily due sedute fa. Confermato ieri. Acquista maggiore valore quindi uno scenario di ritracciamento pià rilevante dei mercati azionari.

Continuano gli appuntamenti periodici di analisi tecnica, che sono risultati molto utili e interessanti a voi che leggete periodicamente il mio blog.
Dopo aver parlato nei giorni scorsi dell’andamento dell’indice S&P500, è forse il caso di concentrarci in questi giorni, che ha decisamente sovraperformato negli ultimi mesi la maggior parte degli altri indici azionari. Proprio per questo ha risentio maggiormente del recente ritracciamento, in cui peraltro ha violato per circa 3 giorni la media mobile a 20 giorni: un lemento interessante seguito peraltro da un nuovo rialzo con volumi non rielvanti. In tal senso è bene notare la decelerazione del movimento e la divergenza sui volumi.

Ieri i mercati azionari hanno dimsotrato grande forza con un movimento ampio e deciso di prezzi verso l’alto.
Però attenzione: per chi punta a operazione di breve-medio termine non trascurerei il dato sui volumi (che non sembrano particolarmente importanti). Questo elemento fa propendere per operazioni di breve-brevissimo con uno stop railing un pò più rapido del normale. Non dimentichiamoci la vicinanza di una resistenza importante sull’Sp500 (vedi figura) a 950 punti circa (ieri chiusura sopra 909).

L’indice SP500 (grafico daily) ha compiuto il suo naturale ritracciamento, peraltro nelle vicinanze di una resistenza importante che si trova intorno ai 950 punti.
Il ritracciamento ha preso inizio dalla zona gialla che ha visto il verificarsi di un cosiddetto ” bearish engulfing”, a fronte di volumi superiori ai livelli fatti registrare più di recente (cosa interessante!) . La chiusura di venerdì si è appoggiata su un supporto importante (875) che anche oggi potrebbe reggere data la forza dimostrata dai mercati europei in mattinata.

Bill Gross, manager of the world’s biggest bond fund, said stocks aren’t as cheap as they appear given that the era of deregulation, low borrowing costs and tax cuts is over. “Stocks are cheap when valued within the context of a financed-based economy once dominated by leverage, cheap financing and even lower corporate tax rates,” Pacific Investment Management Co.’s Gross wrote in a market commentary posted on the Newport Beach, California-based company’s Website. “That world, however, is in our past not our future.”
tratto da articolo Bloomberg del 2 dicembre 2008
Un noto finanziere ci ricorda come questa non sia una crisi periodica, di quelle che capitano spesso, bensì una crisi sistemica: stiamo girando pagina. Ogni precedente parametro di riferimento potrebbe essere inutile, per non dire “epocale”: lo sanno bene le banche!
Come per tutte le altre economie del pianeta, anche a Hong Kong le ripercussioni della crisi finanziaria internazionale si fanno sentire. Nonostante i rialzi registrati in mattinata dalle borse asiatiche (Hong Kong +10,24%, Sidney +5,55%, Seul +3,79%, Shanghai +3,65%), il timore che le continue oscillazioni delle ultime settimane possano generare problemi emotivi, psicologici e familiari agli abitanti della Regione Amministrativa Speciale cinese ha spinto il Dipartimento del Welfare della regione a devolvere più di un milione di dollari di Hong Kong (circa 100.000 Euro) a due organizzazioni locali, la CEASE Crisis Centre, nata nel 2007 e legata al gruppo ospedaliero Tung Wah, e al Family Crisis Support Centre, fondata nel 2001 e affiliata alla Caritas, per fare in modo che queste ultimi possano aumentare i servizi di assistenza destinati alle famiglie.Non solo: altri 600.000 dollari (circa 56.000 Euro) sono stati investiti dal Dipartimento del Walfare per rendere operativa una “linea diretta per il sostegno emotivo contro la crisi finanziaria”, vale a dire per consolare grandi e piccoli risparmiatori in difficoltà oltre che per dare loro consigli sugli investimenti più opportuni da realizzare sin da oggi. Ancora, gli assistenti sociali sono stati mobilitati per organizzare incontri personalizzati finalizzati ad aiutare il superamento dello stress creato dalla crisi finanziaria e a far ritrovare ai loro interlocutori una visione ottimistica della situazione economica globale. Infine, in tutte le scuole primarie e secondarie sono stati inseriti corsi per educare gli alunni al risparmio e alla gestione attenta delle proprie risorse finanziarie.
tratto da articolo di Panorama.it del 15/10/2008
Ecco come il panico e la dimensione psicologica di un qualsiasi investimento può colpire i risparmiatori. Un’ulteriore prova di quanto sia importante la finanza comportamentale, sia nelle fasi di euforia, che in quelle di panico. Certamente la Borsa cinese ha vissuto in questi anni entrambe le esperienze.
Quanti risparmiatori sono vittima dei maggiori luoghi comuni dell’investimento e quanti ancora si fanno influenzare da consigli superficiali? Probabilmente in molti!
Ecco di seguito un documento tratto da Studio Politi Nistri utile a capire quali sono le logiche di investimento più adatte per chi vuole investire sui mercati azionari. Un utile guida per non cascare in facili tranelli: “L’azionario vince sempre nel lungo periodo”
Buona lettura!
Parlavamo tempo fa di questi tempi tumultuosi….. ma forse è bene interrogarsi sulla possibilità che ci si trovi di fronte a un cambio di scenario e non a una crisi finanziaria. Si parla molto del fallimento di grosse banche americane, ma siamo sicuri che i problemi stiano tutti lì?
Nessuno sembra voler parlare della Cina, se non per le Olimpiadi. Eppure l’indice azionario di Shanghai ha perso più del 30% dai suoi massimi….. e ormai sembra affiorare il problema dell’inflazione nel paese. La locomotiva cinese può deragliare? Forse rallenterà, ma il rischio di un’inflazione globale determinata dalla crescita dei prezzi cinesi è da considerare. Ce la farà la Cina a portare sopra la soglia di povertà quei 200-300 milioni di persone che ancora vivono in condizioni precarie? Intanto la “tecnofinanza”, finora unica forza di governo della globalizzazione, è in difficoltà!
Ecco un video con un commento interessante e acuto su questi giorni concitati!
Viviamo tempi tumultuosi, un 2008 con inizio da brivido per i mercati finanziari. Come al solito, è in queste occasioni che gli analisti si affacciano con affanno nella costruzione delle proprie previsioni. Ma spesso è meglio interrogarsi sul passato, il che significa discutere sulle cause di ciò che avviene in questi giorni.
Quali sono le dinamiche che hanno portato al “bagno di sangue” finanziario della scorsa settimana? Nessuno parla di vere e proprie bolle del mercato azionario (quanto meno per quello americano ed europeo), e come sappiamo bene ormai, le responsabilità originarie vengano attribuite ad altro: la crescita eccessiva del mercato immobiliare americano e del relativo indebitamento che ha riguardato anche persone relativamente indigenti. Tutto questo viene in realtà ricondotto da alcuni opinionisti alla mano larga della banca centrale americana dal 2001 in poi. Questa avrebbe infatti ecceduto nello stimolare l’economia creando un livello patologico di speculazione sul mercato del rischio di credito e delle attività immobiliari: era lì la vera bolla. Troppi mutui e prezzi delle case alle stelle!
Detto ciò, è ormai da alcune settimane che gli analisti diffondono con progressione quasi giornaliera dati pessimistici per l’economia americana e per le conseguenze di questa crisi anche per il resto del mondo. Eppure, chi si occupa di studiare le aziende per darne una valutazione esprimeva con convinzione già nelle settimane scorse quanto le stesse aziende quotate fossero in realtà sottovalutate rispetto al loro valore. Due elementi piuttosto contraddittori, almeno in apparenza, ma che vengono comunque presi in considerazione per esprimere possibili previsioni e talvolta per consigliare scelte di investimento. Dove sta dunque il vero? Ma soprattutto, è importante saperlo? O forse ciò che conta sapere è che gli operatori stanno vendendo, mentre il resto è solo una questione accademica? A giudizio di chi scrive, quest’ultima è la domanda da porsi con maggior attenzione, ricordandosi che analisi accurate sono verificabili e attendibili principalmente per ciò che è già avvenuto (salvo il rischio di un eccesso di presunzione).
La forza del Nasdaq
5 06 2009Nonostante il generale momento di lateralità dei mercati azionari, ci sono indici che hanno mostrato una maggiore forza. Ecco il Nasdaq100 che ha già violato il precedente massimo realtivo. Obiettivo? 1600 punti circa.
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Tag: azioni, economia, finanza, Intopic, investimenti, mercati finanziari, Nasdaq100, resistenza, supporto
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