Una dispensa speciale. Un permesso a tenere assolutamente segreta un’operazione decisamente rilevante ma dal rischio emulazione. Anche questo è riuscito ad ottenere Warren Buffett. Complice la crisi, la Sec ha concesso all’oracolo di Omaha di non rivelare i consistenti pacchetti che il finanziere stava accumulando su ConocoPhillips per evitare che il mercato, in una fase in cui manca una direzione precisa, seguisse l’esempio del miliardario statunitense creando una sorta di bolla speculativa. Fino a venerdì 14 novembre, quando Buffett ha svelato le carte e ha annunciato a Wall Street di avere poco meno del 6% della terza più importante compagnia del Paese. La Berkshire Hathaway, il principale braccio operativo del miliardario nonché colosso del settore riassicurativo, da marzo a oggi ha acquistato circa 66 milioni di azioni del gruppo con base a Houston portando a 84 milioni il conto complessivo. Un investimento decisamente rilevante e dal valore superiore ai 6 miliardi di dollari, stando al documento Sec, ma che oggi in Borsa vale poco meno di 4 miliardi. Tradotto, in ogni caso, significa che oggi circa un 8,5% del portafoglio di Buffett (69,8 miliardi) è investito su ConocoPhillips. L’annuncio dell’acquisto della partecipazione nel gruppo petrolifero è stato anche l’occasione per fare il punto sulla variazione delle quote detenute dall’oracolo di Omaha. E così tra i principali investimenti di Buffett va segnalato il ridimensionamento del pacchetto in Bank of America, ridotto a 5 milioni di titoli dai precedenti 9,1 milioni e l’acquisto di 2,9 milioni di azioni Eaton. Berkshire è salita anche in Nrg Energy, dove oggi ha 5 milioni di titoli dai precedenti 3,2 milioni e in Us Bancorp di cui detiene 72,9 milioni di azioni. Buffett ha invece limato le quote in Home Depot, in Lowe’s, Carmax e Wellpoint. Tra le tante partecipazioni, il miliardario conta anche una presenza in American Express, Well’s Fargo (che ha soffiato Wachovia a Citigroup), Coca Cola, Kraft e Procter & Gamble. Il tutto ha richiesto un impegno in denaro, stando al filing Sec, di 69,8 miliardi di dollari. Agli attuali prezzi di mercato il valore potrebbe essere nettamente inferiore. D’altra parte, nemmeno il finanziere dal fiuto infallibile, eletto da Forbes lo scorso marzo l’uomo più ricco al mondo grazie al bilancio record chiuso dalla Berkshire nel 2007 (13,2 miliardi di utili), poteva sperare di restare immune alla crisi. Non a caso la storica holding ha archiviato il terzo trimestre del 2008 con profitti netti in calo del 77% a 1,06 miliardi di dollari. Nonostante questo, Buffett ha sempre dichiarato di essere pronto a prendere posizioni aggressive sul mercato. In una lettera inviata qualche settimana fa al New York Times il miliardario ha candidamente dichiarato: «Sto acquistando azioni». E ha aggiunto: «Occorre avere paura quando tutti sono troppo ottimisti, mentre bisogna essere ottimisti quando gli altri hanno paura». Effettivamente il principio l’ha messo in pratica. Ha però mantenuto un profilo di rischio decisamente basso considerato che l’investimento maggiore è stato fatto in ConocoPhillips, ossia la terza più grande compagnia energetica del paese che ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile raddoppiato rispetto al 2007, da 7,5 a 14,7 miliardi di dollari.
Buffett: ce la farà anche questa volta?
19 11 2008tratto da articolo del Sole24Ore del 16/11/2008
Cosa fanno in questi momenti di grande confusione i grandi finanzieri? Molti di loro sono probabilmente in difficoltà perchè scontano l’eccesso di debito che hanno accumulato nel tempo per finanziare le proprie speculazioni. Ma c’è anche chi oggi approfitta per fare dello shopping, ovviamente non funzionale ad operazioni di breve termine. Warren Buffett è uno di questi: spesso ha azzeccato le mosse giuste! Chiediamoci tuttavia se lo scenario di cambiamento epocale che ci troviamo di fronte non sia qualcosa di diverso, che può mettere in difficoltà anche personaggi come Buffett, generalmente interessati ad orizzonti di investimento medio lunghi.

