Ancora novità in tema di pensioni

20 08 2008

L’agenda dell’Esecutivo, tra l’altro, prevede anche altri appuntamenti. Ad esempio l’apertura, sempre entro l’autunno del tavolo sulle pensioni. Anzitutto per sciogliere i nodi legati alla ridefinzione della platea degli “usuranti” (si veda l’altro articolo in pagina), all’eventuale anticipo dei nuovi “coefficienti” e al riassetto degli enti previdenziali.

Sui primi due punti il ministro Maurizio Sacconi è stato già chiaro: la platea degli usuranti da esentare dalle regole previdenziali del riforma Prodi-Damiano va ristretta; i nuovi coefficienti di trasformazione (dai quali dipende l’importo delle pensioni future), devono essere applicati “tempestivamente”. Come dire: i sindacati, che (secondo quanto prevede il protocollo del Welfare siglato dal precedente Esecutivo) dovrebbero essere chiamati entro la fine di quest’anno a fare parte di un commissione “mista” Governo-parti sociali per ridefinire i parametri dei coefficienti, non pensino di fare “melina”. E anzi si preparino a valutare l’ipotesi di anticipare l’aggiornamento dei coefficienti al 1° gennaio 2009. Un’ipotesi della quale i sindacati non vogliono sentir parlare. Più semplice appare il confronto sul riordino degli enti previdenziali, dove si profila il covogliamento degli istituti previdenziali più piccoli (Ipost e Ipsema), con la sola esclusione dell’Enpals, nei tre più grandi (Inps, Inail e Inpdap.)

Nel corso della discussione con le parti sociali potrebbe anche essere affrontata la questione dell’introduzione, a partire dal 2014 (una volta esaurita la fase transitoria con gli “scalini” targati Prodi-Damiano), di un nuovo sistema flessibile di uscite finalizzata a fissare la soglia minima di vecchiaia a 62 anni (alzandola così di due anni per le donne rispetto agli attuali 60 anni) e una massima a 67 anni (due anni più alta di quella prevista per gli uomini).
Sempre a settembre entrerà poi nel vivo il cammino parlamentare della disegno di legge delega-Brunetta sulla riforma del pubblico impiego e della dirigenza pubblica. Un provvedimento indispensabile per completare il piano-Brunetta, avviato con il decreto sulla manovra estiva, che è anche quello maggiormente nel mirino dei sindacati perché prevede il completamento dell’operazione sul passaggio degli incentivi a pioggia ai premi per merito.

tratto da articolo del Sole24Ore del 20/08/2008

Dopo le novità sul cumulo pensionistico (e archiviata in anticipo la pratica “finanziaria”), sembra sorgere all’orizzonte un nuovo autunno di novità previdenziali. Non è tanto il contenuto delle norme ad apparire inadeguato (ovviamente possono non essere condivisibili), quanto piuttostto il continuo cambiamento della normativa che rende difficile la pianificazione di una vecchiaia serena per milioni di lavoratori. In questo stillicidio di notizie c’è solo da sperare che si arrivi a una soluzione equa e al tempo stesso duratura del problema pensionistico: sarebbe ora!


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Una risposta

26 08 2008
rossana

Direi che mi associo alla considerazione finale: sarebbe ora. Mi chiedo come si possa continuare a modificare qualcosa di così “pesante” come la previdenza, ogni due per tre; senza dar mai tempo alle modfiche di far emergere quei parametri che solo nel medio/lungo termine possono indicare ragionevolmente lacune o meriti. Vien da pensare che lo scopo sia altro: magari quello vecchissimo di allungare i tempi così da sfoltire in modo naturale gli aventi diritto. No?

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