Anche la tutela dei risparmiatori sembra influenzata dalle mode, le stesse che riempiono il banco dei prodotti presentati in successione dalle banche. Così, le pagine dei giornali economici, dopo essersi focalizzate su fondi comuni e polizze vita, puntano ora l’indice contro le cosiddette “obbligazioni strutturate”, prendendo spunto dalla maggiore attenzione delle autorità su questo genere di prodotti.
Le obbligazioni strutturate sono il nuovo cavallo di battaglia che le banche, in realtà, hanno cominciato a proporre già da qualche anno ai propri clienti; anche la cara vecchia “Posta” ha saputo ritagliarsi un interessante ruolo commerciale in questo genere di prodotti finanziari! Il loro successo è stato tale da contribuire alla crisi dei fondi comuni che negli ultimi anni hanno visto diminuire vistosamente i propri partecipanti.
Queste obbligazioni non sono altro che prestiti fatti dal risparmiatore ad una banca, spesso la propria o magari una delle tante che preferisce collocare questo prestito attraverso le agenzie Bancoposta (che ovviamente si fa pagare adeguatamente). Il rendimento si basa solitamente su una specie di “scommessa” che vede contrapposti il risparmiatore e la banca “finanziata”: il conflitto di interessi è evidente….. insomma, non posso certo credere che la banca per farmi un favovre decida di avere in bilancio dei costi così alti. Ed è proprio su queste “scommesse”, (di solito sul livello futuro di indici azionari o materie prime) che Consob ha acceso qualche riflettore chidendo maggiore trasparenza alle banche emittenti e ai collocatori. In particollare, data la complessità di questi strumenti la Consob, in un proprio documento, ha indicato la necessità di com unciare il valore e quo di un’obbligazione, sia prima dell’emissione (spacchettando il titolo nelle sue diverse componenti, tra cui spesso “strumenti derivati”) che dopo il collocamento (attraverso l’indicazione delle modalità di smobilizzo e delle condizioni di riacquisto).
La Consob vuole quindi incidere su una delle problematiche rilevate dai clienti: la liquidità di questi strumenti e quindi la possibilità di rivenderli ad un prezzo conveniente.
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