Petrolio: banche d’affari e politica

29 05 2008

Leggendo ieri le notizie sul petrolio pubblicate dal sito di Bloomberg è emerso (ma non è una novità) come le analisi diffuse da una potente banca d’affari (in questo caso Morgan Stanley) siano in grado di influire sulle quotazioni; è bastato che la banca diffondesse le proprie stime su un rialzo del prezzo del greggio fino a 150 dollari, che le quotazioni in poco tempo sono salite di due dollari circa, in un certo senso negando i movimenti lievemente ribassisti di questi ultimi giorni. Osservando tali fenomeni ci si può chiedere se sui prezzi fissati dai mercati incidano più i fondamentali economici o le opinioni di poteri influenti. Il rischio di possibili conflitti d’interesse (tutti da provare) dovrebbe essere forse meglio approfondito dalle autorità di vigilanza.

Intanto, il prezzo del greggio preoccupa sempre più il potere politico, cosciente di come sia difficile gestire il consenso quando il costo della vita cresce troppo e l’inflazione è un ormai un problema gestibile solo dalla banca centrale, almeno nell’area Euro. Ne sa qualcosa Sarkozy, che propone la riduzione dell’IVA, preoccupato anche dal calo epocale della fiducia dei consumatori in Francia!


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