Consumatori: i costi del risparmio gestito ancora fuori dibattito

27 05 2008

Dopo i mutui a tasso variabile a breve saranno attaccati altri due ‘fronti’ di spesa per le famiglie: benzina e bollette. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, accoglie così alcune richieste arrivate più volte in questi mesi dalle associazioni dei consumatori ma guarda anche oltre. E nel tentativo di ridare spinta ai redditi e quindi nuovo ossigeno all’economia penalizzata dalla crisi dei consumi, individua i due nuovi passaggi: “d’accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico – spiega durante la presentazione dell’accordo sui mutui – apriremo un confronto con i consumatori e i produttori anche sulle bollette e sul pieno di benzina”.
Le banche si dicono intanto pronte a rinegoziare i mutui a tasso variabile o sulla base della convenzione siglata tra Governo-Abi e consumatori o, addirittura, applicando condizioni ancora migliori. Il governo è pronto inoltre ad intervenire in diversi modi per azzerare i costi legati al notaio in caso di rinegoziazione e ad intervenire per garantire la gratuità della portabilità del mutuo. Ma l’accordo viene bocciato senza mezzi termini dal ministro ombra dell’Economia, Pierluigi Bersani, secondo il quale si tratta di “un’operazione ipocrita” che darà un duro colpo alla concorrenza. Si delineano intanto con maggior chiarezza i dettagli dell’accordo con le banche che l’Antitrust definisce ‘buono’ a patto che “le banche possano autonomamente adottare condizioni migliori per la clientela e che sia garantita definitivamente la portabilità a costo zero”: innanzitutto il ministro spiega che si sta cercando di intervenire anche sui costi non di natura bancaria legati alle rinegoziazioni: “c’é l’impegno del Governo ad azzerare i costi notarili” spiega il ministro.

tratto dal sito Ansa.it del 27/05/2008

I mutui costituiscono senza dubbio un punto importante per la tutela dei consumatori, ma, come in questo caso, le misure sono funzionali a risolvere una situazione specifica di emergenza. Nel rapporto tra banche e clienti ci sono tuttavia altri elementi, ancora più incisivi, su cui dovrebbe focalizzarsi l’azione di tutela dei risparmiatori: i prodotti per il risparmio venduti da banche e assicurazioni si rivelano spesso fortemente (e talvolta intulmente) costosi per i loro (e ovviamente molto redditizi per le banche stesse). A quando un “tavolo” in cui le associazioni dei consumatori potranno affrontare questo problema?


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