Petrolio, cosa succede sui mercati?

23 05 2008

Il prezzo del petrolio sta bruciando da ormai 3-4 anni ogni record raggiunto e si sono spese analisi di ogni genere per capire il motivo di una tale dinamica: dalla maggiore domanda mondiale alle prospettive sul lato dell’offerta, senza dimenticare le tensioni geopolitiche nelle zone di estrazione.

Abbimo già detto tuttavia come questi movimenti siano dovuti anche a fenomeni speculativi, legato allo sviluppo del cotnratto future sui mercati finanziari. E’ quindi importante capire come si stanno muovendo gli operatori di mercato in occasione di questi nuovi massimi a 135 dollari al barile.

Proprio un articolo odierno apparso sul sito di Bloomberg ha evidenziato alcune dinamiche interessanti che possono farci riflettere su eventuali cali del prezzo del petrolio nelle prossime settimane. A quanto pare, il recente record sarebbe stato originato non tanto da scommesse rialziste da parte degli speculatori quanto piuttosto da tentativi degli stessi di guadagnare sul ribasso del prezzo (la cosiddetta vendita allo scoperto!); il nuovo record sarebbe quindi dettato non tanto dalla voglia di rialzo di questi operatori quanto invece dall’esigenze degli stessi di coprire posizioni ribassiste (e perdenti). I dati sugli scambi delle ultime settimane evidenzierebbero una minor attività sul mercato; indizio che potrebbe essere, secondo alcuni analisti, il preludio di una correzione verso il basso del prezzo. Sarà un indizio valido? Per il momento si può solo dire che il mercato future del petrolio sta “dimagrendo” e che probabilmente i ribassisti che hanno chiuso le posizioni in perdita sono “piccoli trader”: professionisti o poveri sconsiderati non importa.  

 


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Una risposta

23 05 2008
Sandro kensan

Semplicemente il petrolio è finito. D’ora in poi siamo con la produzione intorno agli 87 milioni di barili al giorno e tra pochissimi anni calerà a 86,85,84,83,82,81,81,79,…

Saluti.

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