“(…) La MIFID è in vigore (si fa per dire) da sei mesi e la consulenza non decolla. Non si vedono studi indipendenti sbocciare a mazzi come fiori in un campo primaverile nè i clienti fanno la coda per pagare on onorari di consulenza a esperti di questo o quel segmento di mercato; e nemmeno sembra di scorgere virgulti del frutto più importante di una consulenza diffusa, ovvero la crescita significativa dell’alfabetizzazione finanziaria degli investitori. Chi ha ucciso la consulenza? O meglio chi la sta soffocando in culla? (…)”
tratto da “Advisor” di maggio 2008
Nel proseguio del suo articolo Carlo Emilio Esini punta il dito su Consob, mondo dei promotori e clienti. Tutti ragionamenti condivisibili ma sicuramente il vero ago della bilancia è nel modo di vivere il proiprio denaro da parte dei risparmiatori, cioè i potenziali clienti del consulente. E’ lo stesso Esini a concludere così:
“(…) La consulenza non la vuole davvero nessuno. Non so se, così come è disegnata dal legislatore comunitario, sia un bene o un male; so solo che ci dovrebbe essere qualcosa di diverso da quello che c’era prima e intorno non vedo grandi cambiamenti. Si sa, la cosa più difficile non è fare leggi nuove o affermare principi innovativi: è cambiare la testa della gente.”
Parole sante! Ecco perchè nel mio blog, con una certa presunzione, ricordo a tutti continuamente: “It’s your money, stupid!”.

