Pane e benzina: una spesa costosa

14 05 2008

Le materie prime sono ormai da qualche anno al centro di una “costosa” crescita dei loro prezzi sui mercati finanziari…. luogo in cui non si scambiano merci fisiche ma semplicemente contratti che ne incorporano il prezzo e che prevedono uno scambio ad una data futura (che in realtà non avviene quasi mai).

Molte sono state le ragioni di “analisi economica” che sono state usate per dare una spiegazione a questo fenomeno…. e sicuramente con un certo fondamento. La Cina e l’India stanno portando le loro popolazioni a livelli di benessere sempre più vicini a quelli dei più avanzati paesi occidentali, e probabilmente, la tendenza in questo senso sarà destinata a durare ancora diversi anni (salvo sorprese!). Oggi siamo quindi in molti nel mondo a consumare benzina o a comprare pane e in futuro saremo anche di più. Ma è solo questa la ragione che ha causato il forsennato rialzo dei prezzi delle materie prime sui mercati finanziari?

Le variazioni fatte registrare negli ultimi 1-2 anni, ma anche solo negli ultimi mesi (vedi benzina e riso), sembrano in verità fuori dalla logica di crescita della domanda mondiale di quei prodotti. Come ha ben sottolineato una giornalista di Bloomberg.com negli ultimi giorni, rialzi così esorbitanti sono forse dovuti a un cambiamento nella natura dei “partecipanti” a questi mercati.

In passato le borse delle materie prime erano dominate soprattutto da soggetti che lavoravano con le diverse materie prime anche nell’economia reale (produttori di rame, società agricole, petrolieri, ecc.) e che utilizzavano la borsa stessa per coprirsi da eventuali oscillazioni dei prezzi che potessero incidere negativamente sul fatturato delle loro aziende. Oggi sia questi soggetti che altri (es. fondi pensione americani) stanno incrementando il carattere “speculativo” di queste borse con l’obiettivo più pressante di fare profitti piuttosto che di cercare uno strumento di copertura.

E quindi in corso un allontanamento da una situazione di prezzi razionali (cioè determinati dalla realtà dell’economia reale)? Qualcuno già parla di bolla…. staremo a vedere!


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