Finmeccanica vince la scommessa americana. Dopo giorni di indiscrezioni, è ufficiale: il gruppo aerospaziale conquista il colosso Usa Drs Technologies, che per gli italiani significa salire al massimo livello dell’industria militare statunitense ed entrare direttamente nel mercato della Difesa di Washington.
Con la regia della banca d’affari americana Lehman Brothers (advisor unico dell’operazione)e una fusione amichevole da 5,2 miliardi di dollari (3,3 miliardi di euro), Finmeccanica ha messo a segno un blitz che la proietta a un gradino superiore. Finora c’erano riusciti solo i Paesi ritenuti gli alleati più solidi e fidati degli Usa, come Gran Bretagna, Canada e Australia. Perché quella su Drs è anche, e soprattutto, una partita politica che coinvolge gli apparati militari e il Pentagono, ossia i centri nevralgici delle istituzioni del Paese.
Di certo Finmeccanica non aveva alcuna intenzione di tentare una scalata ostile, ma ha puntato a un’operazione amichevole, non foss’altro perché andando a toccare punti sensibili del Governo americano, come la sicurezza nazionale, niente di non concordato avrebbe ottenuto il necessario via libera delle autorità. A favore del gruppo pubblico italiano hanno giocato i buoni rapporti diplomatici tra i due Paesi, cementati negli anni del Governo Berlusconi, e anche uno sponsor del calibro dell’ambasciatore italiano Giovanni Castellaneta. Gli analisti ritengono che il prezzo offerto per Drs sia adeguato all’importanza strategica dell’operazione: «Finmeccanica compra l’ingresso nel mercato americano della Difesa, che da solo vale la metà della spesa mondiale. E questo giustifica un tale premio »spiegava ieri un trader.Continua, invece, a volare in Borsa Drs: i titoli della società sono saliti del 3,38% toccando quota 77 dollari.
tratto dal sito del Sole24Ore del 13/5/2008
Da oggi Finmeccanica è completamente un’altra cosa! Non solo dal punto di vista finanziario. E’ un titolo che ha avuto storie alterne….. anche per il suo connotato politico! Un elemento che sarà ancora più importante alla luce della forte influenza delle scelte di politica estera americana sulle commesse di cui potrà beneficiare il gruppo italiano. Come reagirà quindi all’esito delle prossime elezioni presidenziali americane? Genralmente i titoli “militari” sono maggiormente favoriti dai presidenti repubblicani (considerati più guerrafondai dei democratici)….. comunque sia da oggi ci sarà un pizzico di Casa Bianca e di Wall Street in più nel nostro mercato, peraltro già notevolmente influenzato dalla piazza americana.

