Ad ogni guadagno deve corrispondere una perdita

26 04 2008

“Forza ed ingegno sul mercato confliggono, in una battaglia che ha come unico effetto la ridistribuzione dei capitali tra i partecipanti, che siano trader o investitori. Alla chiusura di ogni giornata operativa, le perdite devono essere uguali ai guadagni. In altre parole, le perdite totali subite dai trader che avevano posizioni in perdita devono essere uguali ai profitti totali accumulati dai trader che avevano posizioni in guadagno, naturalmente al netto dei costi di commissione pagati alle case di brokeraggio, delle commissioni valutarie e delle tasse governative. Il trading è un gioco a somma zero per definizione, non può essere diversamente poichè non ci sono meccanismi di creazione e distruzione di ricchezza che possono essere messi in atto dai partecipanti e dagli operatori. Il trading permette unicamente una ridistribuzione dei capitali tra i partecipanti. L’investimento di capitali generati con il trading o l’investimento in altri settori dell’economia può determinare una crescita del capitale. Nel trading non c’è creazione o distruzione di liquidità, che soltanto le banche centrali hanno la capacità di realizzare. Il costante afflusso di nuovi partecipanti e, sul versante opposto, l’abbandono di alcuni operatori, non intaccano minimamente la natura di gioco a somma zero del trading, che tale dev’essere per definizione.”

Tratto da “Trading sistematico e redditività” di Michael Harris, Ed. Trading Library, pag. 33 

 

Quella del trading è quindi una battaglia persa in partenza? No, ma è roba per professionisti eccellenti… che conoscono bene il principio del gioco a somma zero e che sanno che si fa denato solo avendo grandi capitali o grandi competenze (o magari tutti e due).

Provate a rendere ancora più realistico il ragionamento di Harris. Sapere che per ogni euro perso ce n’è uno guadagnato è fondamentale, oltre che corretto, per capire come girano le cose sui mercati finanziari. Ma tale principio è esaustivo rispetto alla realtà dei fatti? Forse manca un pezzo di ragionamento che rende tutto ancora più chiaro e utile.  Ogni trader o investitore deve infatti pensare che chiunque entra sul mercato con le proprie disponibilità di denaro. Ipotizzando che la maggior parte delle banche e delle grosse istituzioni finanziarie non falliscano, comprendo bene come loro siano spesso dalla parte di quelli che guadagnano (del resto è il loro lavoro) e i loro guadagni sono sicuramente proporzionati ai grandi capitali impiegati. Conseguentemente, in questo gioco a somma zero, chi è spesso sulla sponda dei perdenti per “pareggiare” i guadagni di questi giganti?

A voi la risposta.

Ma si! Avete capito!  (It’s your money, stupid!)


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Una risposta

28 04 2008
rossana

Chiarissimo! E istruttivo, come sempre leggerti…Ciao.

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