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- Data : Ottobre 16, 2007
- Tag: banche, Bear Stearns, cartolarizzazioni, Credit Suisse, credito, Deutsche Bank, finanza, Goldman Sachs, investment banking, Lehman Brothers, Merrill Lynch, mutui, news, notizie, obbligazioni strutturate, subprime, Ubs
- Categorie : Commento ai mercati
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Profitti in calo nelle banche
16 10 2007Merrill Lynch ha lanciato un allarme profitti sul terzo trimestre annunciando che il periodo si concluderà con una perdita di circa 50 centesimi ad azione. Sui conti peseranno svalutazioni volontarie per circa 4,5 miliardi di dollari dovute alla crisi dei mutui subprime e al conseguente tracollo delle cartolarizzazioni di settore. La banca d’investimenti americana vede però un graduale miglioramento nel quarto trimestre. e nondimeno rimane cauta sull’outlook di più lungo periodo anche perché il mercato delle cartolarizzazioni rimane difficile dopo la crisi di agosto. «Sebbene le condizioni dei mercati fossero alquanto difficili e la turbativa dell’attività senza precedenti – ha detto l’amministratore delegato Stan O’ Neal – siamo nondimento delusi dalle performance delle nostre divisioni attive nelle cartolarizzazioni di mutui. Possiamo fare meglio nel gestire questo tipo di rischio, così come abbiamo fatto per altre classi di asset, incluse le attività di trading, di investimento e di compravendita di valute». Continuano comunque a farsi sentire le conseguenze della sovraesposizione di alcune grandi banche – che da agosto stanno ripulendo i bilanci e in alcuni casi rivoluzionando il top management – agli investimenti in obbligazioni strutturate sui mutui ad alto rischio americani. Le recenti trimestrali, che Wall Street attendeva con timore per quantificare i danni del terremoto finanziario dell’estate, si chiude così con un sostanziale pareggio: Goldman Sachs, la investment bank numero uno nel mondo, è stata l’unica a potere vantare una crescita grazie ad altre attività pura accusando perdite legate ai mutui, Lehman Brothers ha contenuto i danni, mentre Morgan Stanley e Bear Stearns hanno pagato il conto più salato. In Europa hanno accusato il colpo sia il colosso svizzero Ubs (la rivale Crédit Suisse ha dribblato l’ostacolo) che la banca numero uno in Germania, Deutsche Bank, che mercoledì ha annunciato perdite per 350 milioni di euro nell’investment banking. (Al.An.)
(tratto dal sito del Sole 24Ore del 5 ottobre 2007)
La punta di un iceberg?