Subprime e difficoltà di previsione

25 09 2007

Le insolvenze sui mutui subprime sono destinate a crescere ancora, in altre parole i guai per le famiglie più indebitate non sono affatto finiti. Parole del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, alla commissione servizi bancari della Camera. Bernanke ha aggiunto che la frammentazione dell’industria dei mutui ha reso difficili interventi legislativi correttivi, ma entro fine anno ci saranno nuove regole per la tutela dei consumatori nel settore dei mutui.

Il successore di Alan Greenspan ha ribadito che la Fed in un primo tempo non aveva compreso appieno la portata del terremoto finanziario. «Come ho detto il mese scorso in un discorso a Kansas City – ha sottolineato Bernanke nell’audizione che terrà alle 16 di fronte alla commissione servizi bancari della Camera – le conseguenze della crisi dei mutui, in termini di perdite sui mercati finanziari mondiali, hanno superato anche le nostre previsioni più pessimistiche». Il rischio, ha aggiunto Bernanke, è che ora aumenti l’avversione al rischio dei risparmiatori, specie per i veicoli di investimento più complessi e meno trasparenti. Bernanke ha poi spiegato che la crisi ha evidenziato «la necessità non solo di maggiori informazioni e di nuove norme, ma anche di una più uniforme applicazione delle norme in un mercato che ha una struttura frammentata».

(tratto da articolo del Sole 24Ore del 20 settembre 2007)

Si tratta di interessanti indicazioni su alcune delle cause della crisi (anche se forse non sono le più importanti) e su come anche le “previsioni” siano di per sè difficili da azzeccare. Forse non bisognerebbe dare peso alle previsioni stesse, bensì prezzare meglio il rischio, pensando se davvero è opportuno continuare a essere esposti: insomma “ne vale sempre la pena?”. Rispondetevi sempre mettendo da parte la vostra avidità.


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